Concerti di : Il Generale, Jaka, Toni Moretto, Jah Mento & 1db Links  

go on top

ALCUNE RECENSIONI E INTERVISTE

da: VIBES  recensione di: Mimmo Superbass    07/08/00

Il Generale e' stato uno dei personaggi di punta del periodo "posse" dei primi '90, non solo perche' fu il primo in assoluto ad incidere su disco un ragamuffin "locale" ("Non e' un miraggio" su 7" fu un hit popolare a Firenze), ma sopratutto perche' era vero.
Vero, autentico e spontaneo (vivo!) sin da quando viveva con passione la forte esperienza del "Granducato hard core" nel punk toscano dei primi '80.
Cosi' vero che non ha saputo cedere alla tentazione di andare avanti a forza, cosi' vero da saper aspettare il suo giro di clessidra.Ha aspettato molto, ma ci ha riempiti di briciole col suo ritorno in questo ricco CD gonfio di tracce, tracce di vita vissuta. Le briciole del Generale saranno gradite a tutti quelli che si sentono in transito: l'intelligenza, l'ironia e la sensibilita' di questi testi non scivolano inutili ma saziano chi avra' voglia di ascoltarli (o leggerli sul book pieghevole, fra un giro e l'altro del gioco dell'oca globale).Per quanto riguarda l'ascolto musicale, e' anch'esso molto sbriciolato, frutto delle tante suggestioni musicali di gente che nella vita non si Ë certo appiattita ad ascoltare un solo genere (come spesso accade a troppi "reggae addicts"). Niente di rivoluzionario, ma e' indubbia la perizia strumentale di collaboratori molto abili, come Daddy Wally, Jakalone, Jah Mento, Ludus Pinski.Fra le briciole per me piu' saporite: l'antipasto in rima baciata del poeta toscano; la successiva title track piacevolemente funky dal ritornello suggestivo; il roots convinto di "Ghetto globale" e "Si va di nulla"; l'espressiva trovata nell'arrangiamento di "dolce/rabbia" (sono in pochi oltre al Generale a parlare di reggae senza essere banali); la consapevolezza melodica di "Gomito a gomito"; la sensibilita' sottile nel testo di "Giochi di pazienza"; le risate di cuore con l'autoironica "Sara' ormai che vedo gli anta".Non mancano nenache i temi "militanti" pi˜ attuali, come l'ennesima guerra anti-umanitaria in "Tempesta sul pianeta", l'occupazione delle case in "Ho saputo di una casa sfitta", il razzismo bottegaio del Comune di Firenze contro gli immigrati in "Ordinanza comunale", l'antiproibizionismo in "Non ci vengo a pisciare". Ed anche qua non ci si culla sugli slogan.Insomma, un bentornato ed un abbraccio al Generale. Ti troviamo bene, la tua musica e' cresciuta, ed il tempo di vita non puo' che giocare a favore di un cantastorie nato come te.

da: ROCKIT  recensione di Faustiko  09/12/00 go on top

Questo cd de Il Generale mi è stato recapitato con allegato solo un post-it in cui erano scritte giusto due parole e i contatti da mettere nella rece. Praticamente il tutto era spoglio di qualsiasi cosa: né note stampa né, tantomeno, note biografiche che spiegassero un po’ il lavoro di questa figura spuntata, come tanti altri gruppi, all’inizio del decennio appena concluso e subito inquadrata nella corrente delle ‘posse’. Musicalmente parlando, infatti, ho conosciuto Stefano Bettini (questo il vero nome de Il Generale) con la compilation “Italian posse” o qualcosa del genere, e da allora non ebbi più notizie. Sì, è vero, c’è stato anche “Guarda la luna e non il dito”, ma ad essere sincero non mi ero soffermato su quel disco. Ascoltando però adesso questo “In transito… briciole del Generale”, mi accorgo di aver sottovalutato un personaggio che è rimasto sommerso per sette anni e adesso pubblica un buon lavoro che cerca di raccogliere, appunto, le briciole sparse in queste anni. Non vi aspettate nessuna rivoluzione stilistica e sviluppi sonori che vadano oltre il reggae e/o raggamuffin; il fiorentino, in compagnia dei fidati Irie V e Ludus Pinki realizza 18 tracce in cui si respira aria giamaicana facendo venire alla mente i tempi dei primi anni ’90. Forse, a forza di raccogliere briciole, l’album dura un po’ troppo a lungo e alcuni episodi sarebbero anche potuti rimanere nel cassetto (tipo “Nodi”, “Non ci vengo (a pisciare)” e qualche altro), ma sono gustosi altre canzoni quali “Ordinanza comunale”, “Gomito a gomito”, “Balla bella” e “Ghetto globale”. Altrettanto apprezzabile il tentativo di uscire dai binari del genere con “Pupilla (nella jungla)”, brano rivisto in chiave jungle, pur se ancora un po’ acerbo. Alla fine, comunque, vi consigliamo l’acquisto, soprattutto se siete nostalgici del periodo e pensate che il reggae italiano non cominci, e contemporaneamente finisca, con i R.N.T.

DA: MUCCHIO SELVAGGIO    intrvista di : Eddy Cilìa     03/09/00 go on top

Chi si risente! AI solito affiancato dai luogotenenti Ludus Pinski e Irie V (fondamentale il loro apporto sia in sede di scrittura che di produzione del materiale), è tornato Stefano Bettini, in arte Il Generale, Lingua sempre sciolta e mordace, come ha da essere per un fiorentino

D: È un disco curioso, In Transito: una raccolta di ritagli, più che un canonico "album nuovo'' con in scaletta cose già sentite come Pupilla. Come considerarlo, specie dopo sette anni di silenzio?

R: In effetti è un mosaico, ma questo è il modo in cui sentivo di dovermi riproporre in pubblico. In un certo senso questo disco è un lusso perché non patisce lo stress di essere stato fatto per forza anziché per amore: vuole solo testimoniare che sono vivo. È una raccolta di esperienze vissute negli ultimi sette anni, con collaboratori, in primo luogo Ludus Pinski e Irie V, che sono anche amici di lunga data. È un collage di momenti in cui convivono vecchi brani come Pupilla, Casa sfitta o Ordinanza comunale e altri recenti come Gomito a gomito o Balla bella. Ogni pezzo è un tassello, una "briciola". Ne viene fuori una hit parade delle cose che avrei voluto mettere su disco senza averne avuto modo.

D: Guarda la luna e non il dito usciva ne11993. Cosa ha combinato da allora Il Generale?

R: Per un paio di anni ho tenuto un profilo basso, preferendo aspettare di avere qualcosa da dire. Chi suona a lungo in un gruppo di fatto 3/5 della Ludus Dub Band e ora della One Drop Band erano insieme già negli I Refuse It - sa che è come un rapporto con una donna. Ha i suoi alti e bassi. Non nascondo che con Guarda la luna c'erano aspettative che furono deluse e in ogni caso avevo bisogno di una pausa. Così per un paio di anni le 'cose sono andate avanti senza di me. Jahka ha fatto un suo gruppo ed è arrivato dalla Sicilia Jah Mento, Dopo un po' confesso che non ce l'ho più fatta a stare a guardare e mi sono riaggregato. Così sono due o tre anni che usciamo dal vivo con una formula tipicamenre giamaicana: una backing band, che ora si chiama One Drop Band ma che ha sempre Daddy Wally e Ludus Pinski, e in più Irie V (ex-Bomba Bomba) al basso e Toni Moretto (uno dei fondatori dei Pitura Freska) alla chitarra, e tre cantanti, io, Jahka e Jah Mento, Ognuno fa le sue cose ma insieme siamo una squadra,

D: La deliziosa introduzione al disco, da teatro dei pupi, chiarisce da subito l'aspirazione a essere innanzitutto cantastorie de Il Generale. È così che continui a vederti, come (parafrasando Chuck D) la "CNN di Firenze"?

R: A dire il vero preferisco il concetto di educare intrattenendo di KRS One, Firenze c'è sempre perché è Il che vivo, ma forse meno che negli altri miei dischi. Uno degli argomenti di In transito è il cambiamento o, meglio, la relazione fra il cambiamento "personale" e quello "globale", Diciamo che Firenze è l'arena dove certi eventi avvengono,

D: Era 1'89 quando pubblicasti il tuo omaggio a Roberto Baggio. Sei stato il primo a cantare il reggae in italiano. Molti ti sono andati dietro" con esiti più o meno apprezzabili. In ogni caso hanno venduto tutti più di te. È più l'orgoglio per essere stato un precursore o il fastidio per non avere raccolto quanto avresti meritato?

R: Ludus Pinski ha pubblicato un disco con un cantante algerino - Smail A, Koider, attuale voce dei Third Planet - e con la Ludus Dub Band facevamo i concerti alternandoci io e Smail, ragga e rai, già nell'89, Non se n'è accorto nessuno. Forse era troppo presto per certe commistioni di suoni, oggi sarebbe diverso Un po di orgoglio per essere stato fra gli iniziatori di una scena (ma ricordo che c'erano anche i Different Style a Bari e Onda Rossa a Roma) naturalmente c'è, ma non provo nessuna invidia per chi economicamente ha svoltato, Semmai un minimo di fastidio per non avere ottenuto qualcosa in più a livello di vendite. Mi sento comunque soddisfatto di avere più o meno realizzato i miei programmi.

D: I migliori esiti del connubio battuta in levare/testi in italiano sono stati generati da gruppi come Almamegretta e 99 Posse, nel cui sound il reggae è solo un elemento fra i tanti. Mi pare si possa dire lo stesso di In transito.

R: Ogni pezzo di In transito ha la sua storia e tutti insieme delineano un sound che non era stato studiato a tavolino. Sono soddisfatto della sua varietà. Nei primi '90, all'epoca delle posse, si usava questa etichetta che con il suo essere omnicomprensiva alla fine non voleva dire nulla. Allora tenevo a distinguere la scena reggae da quella rap. Ora mi sembra che il problema sia opposto, che le due scene tendano a evitare ogni contatto. Un'assurdità, viste le radici comuni. Ora come ora penso sia necessaria molta commistione.

D: Negli '80 sei stato tra i pionieri dell'hardcore punk tricolore con gli I Refuse It!. Che ricordi hai di quegli anni ormai lontani?

R: Ci sono cose che non rimpiango affatto, ma il giudizio complessivo resta positivo: I'autoproduzione, il cantare in italiano arrivano da lì. Attualmente Ludus sta lavorando a rimasterizzare tutte le tracce degli IRI, che prima o poi saranno riedite. Ne riparleremo allora.

D: Hai solo sfiorato il mondo delle major" eppure a me sembra che una canzone come La sindrome del bonsai avrebbe le carte in regola per spedirti in classifica. È il mondo che è sordo o sei tu a non essere interessato a uscire da una certa dimensione? La Wide ha sempre lavorato bene con te ma, per dire, la BMG sarebbe ovviamente un'altra cosa.

R: Se vuoi fare una telefonatina a un manager della BMG e dirgli che La sindrome del bonsai può essere un hit io non me la prendo. Che ti devo dire? Non ho voluto, o non ho saputo.

D: Puoi scegliere fra queste due possibilità: Batistuta torna a Firenze e dopo un'ultratrentennale attesa la Fiorentina conquista lo scudetto; oppure In transito vende un pacco di copie e Stefano Bettini diventa ricco e famoso. A o B?

R: C: Batistuta, dopo un campionato disastroso causa dolore al ginocchio, torna a Firenze dopo che Il Generale ha comprato la squadra con i soldi di In transito. Senza di lui la Viola aveva comunque vinto il terzo scudetto e, ora che l'aria di Firenze ha completamente guarito Bati, si appresta a conquistare la Champions League. E poi mi svegliai.

DA: RASTASNOB    intrvista di : Steve Giant     16/10/00 go on top

D: Caro Generale sono passati 7 anni... e finalmente sei tornato!

R: Questo disco rappresenta la sintesi di esperienze diverse, musicali e non. Se si guardano i testi con attenzione vengono fuori queste cose... Briciole di esperienze che si sono fatte in questi 7 anni, personali e del gruppo che suona con me.

D: Come sono i tuoi rapporti con il gruppo (jaka & Jakmento e la One Drop Band). come ti hanno accolto dopo questa lunga assenza?

R: Dopo la produzione di "Guarda la luna e non il dito", ci sono stati dei confronti con l'ambiente musicale. Ho reagito di fronte a certi meccanismi che mi avevano schifato... Mi sono messo un po' in disparte! Jaka ha portato avanti il discorso musicale e le sue cose... le strade si sono divise...

ma ci sono state anche esperienze comuni (come insegnare reggamuffin nelle scuole)... Per tre anni mi sono fatto da parte, non volevo più sottostare a certe mediazioni con il potere discografico... Poi piano piano sono tornato a comporre, sempre con un profilo basso, proponendo un concerto con una formula nuova. Una backing band come la One Drop Band (con gli storici Wally, Ludus e l'inserimento di Irie V) che supporta tutti i cantanti reggae di Firenze (Jahka, Jah Mento, Kas, Teacher Mike) e 3 cantanti ognuno con il proprio stile, il proprio repertorio, anche molto diversi tra loro. Per me il progetto di portare avanti unitamente le nostre esperienze si può fare.

D: Ascoltando questo cd si nota che Il Generale ha scelto sound diversi. contaminazioni interessanti...

R: Infatti c'è molta apertura, "black music in generale", a differenza dei primi anni '90 dove non mi interessava coinvolgere altri tipi di sound, avevo un'incertezza verso un tipo di hip hop.Poi è maturata la scena musicale e i miei interessi su di essa, anche lo stesso hip hop è diventato più melodico, R'n'B, più agevole. Inoltre ho riscoperto molte cose che arrivavano dalle mie radici più dure (punk).Questa commistione in una parola è GIROVAGARE NEL GHETTO GLOBALE!!!

D: Come ha risposto la gente alla vostra proposta dei tre cantanti + la backing band...

R: Inizialmente è stata una scommessa. Il problema principale è stato quello di far capire il tipo di

proposta che noi eseguiamo, ma la fusione tra i 3 diversi cantanti con illoro stile si è rivelato vin cente. E' una festa completa,spontanea, mediamente 2 ore e più di spettacolo con i numerosi bis... all'infinito! Sotto I'egida dell'Heartcore productions, la nostra particolare etichetta che ci rappresenta da sempre.

D: 7 anni dopo... come hai visto l'ambiente reggae?

R: Cresciuto, con molta più gente di una volta, con meno spontaneità. Uno dei gruppi che più mi piacciono è la Villa Ada Posse,genuini e diretti. L'immediatezza è il dono principale dell'espressione live.

D: I testi delle canzoni sono di vario tipo. la musica è varia. salsa.jungle. reggae. R'n'B...

R: Il futuro è la contaminazione! ! ! Ascolto molto in questo periodo il reggae e I'hip hop contaminato dalla cose africane. Il rap senegalese lo trovo la cosa più originale che viene fatta in questo momento. Cose interessanti sono anche quelle fatte a Parigi da maghrebini che mischiano il reggae-hip hop e le musiche tradizionali. La cosa è veramente notevole anche perché sfugge dalle logiche di mercato usuali.

D: Per finire il futuro prossimo del Generale...

R: Che la gente risponda bene alle nostre... sollecitazioni.

Powered by