Il Generale è stato un pioniere del raggamuffin in italiano. Il suo 45 giri, "Non è un miraggio (Roberto Baggio)/San Marco Skanking", risalente all'89, fu la prima produzione discografica che associava il tipico dj style degli mc e dei toasters giamaicani alla lingua italiana. Fatta eccezione per l'oscuro "Lasciate l'Africa in pace" di Kito Goncalves, prima del 45 firmato dal Generale e dal tastierista e arrangiatore Ludus Pinski per la Wide records di Pisa, le esperienze di dj style italiano erano sempre state in lingua inglese o in un qualche patwa pseudo-giamaicano (un nome su tutti: quello di Briggy Bronson).Il 45 de Il Generale e Ludus Pinski, così come il loro primo album "Stupefacente", precorsero la stagione delle cosiddette posse italiane che scosse il mondo musicale nazionale nei primi anni novanta.Il Generale e Ludus, d'altra parte, avevano un certo trascorso alle spalle. Dall'82 all'85 avevano entrambi fatto parte del gruppo I Refuse It!, mitica band di punk sperimentale che vide stampate le proprie produzioni - oltre che in Italia per le etichette Belfagor, Totò alle Prese coi dischi e Wide - anche in USA, nel Regno Unito e in Germania. I dischi della prima formazione del gruppo (l'album Permanent Scar uscito in Inghilterra per la Children of Revolution; il 45 "Cronanche del Videotopo"; il mini LP "M") sono oggi dei cimeli reperibili purtroppo solo nel giro dei collezionisti e dei quali perciò sarebbe prima o poi opportuna una ristampa (che potrebbe andare in porto prima della fine del 2005 … staremo a vedere!).Gli IRI furono fra gli interpreti più originali dell'hardcore punk italiano. Al tempo stesso essi introdussero elementi fortemente caratteristici all'interno di quel genere musicale e coltivarono uno stile di vita e una filosofia che in quel momento collegava fra loro migliaia di individui in tutto il mondo.Per molti versi gli IRI furono comunque un gruppo sui generis. In primo luogo proprio per le sperimentazioni rumoristiche di Ludus Pinski (che allora si faceva chiamare Boz Lapinski), in seconda istanza per le liriche di Stefano (ovverosia il futuro Generale).Stefano fu, a modo suo, una personalità presente nella scena sia italiana che internazionale (si pensi ai suoi articoli per la rivista di S. Francisco Maximum Rock'n'Roll) e - sin da allora- si fece conoscere per la sua innata tendenza a voler andare controcorrente anche rispetto alla controcorrente. Così, mentre gran parte del dibattito di allora verteva sull'opportunità di scrivere i testi in italiano, Stefano da una parte cercò di mostrare che si potevano scrivere testi senza limitarsi ad una consueta sequenza di slogan; dall'altra - in polemica con certe frange "ortodosse" del movimento punx - avanzò una provocazione ricorrendo in alcuni pezzi alla lingua russa (Chocu Umeret) o - addirittura - al linguaggio onomatopeico (Hit'n'Run Attack).Il dibattito sul cantare in italiano fu ad ogni modo fondamentale per un'intera generazione. Uno dei principali contributi che il movimento hardcore punx italiano lasciò in eredità fu infatti la dimostrazione che cantare in italiano era non solo possibile ma addirittura necessario.Tale contributo fu secondo in importanza forse solo all'altra grande conquista dell'hardcore punk internazionale e italiano in particolare. Vale a dire quella di aver mostrato che ogni scena locale (anche la più piccola) poteva avere una sua dignità se solo si decideva a esprimersi e se si imparavano ad usare i canali della (contro)informazione e dell'autoproduzione.Stefano e Ludus dettero fra le altre cose vita (insieme agli altri IRI e ai futuri fondatori della Wide records) all'etichetta Belfagor che - oltre agli IRI - produsse attorno alla metà degli anni ottanta gruppi come Cheetah Chrome Motherfuckers (CCM), Putrid Fever, Chain Reaction e Lanciafiamme.Minata da una complessa questione interna, originata da provvedimenti repressivi nei confronti di uno dei suoi membri (dai quali il Generale prese spunto anni dopo per il pezzo "Foglio di Via"), la prima formazione degli IRI si sciolse attorno al 1986. Stefano e il chitarrista Zarkovich misero allora in piedi la seconda formazione degli IRI con la quale intrapresero un tour inglese. Di quell'esperienza resta oggi l'album prodotto da Mike Spencer dei Jam a Londra, "Mind the Gap", che fu originariamente distribuito solo in Inghilterra (come split album: una facciata per gli IRI; una per il gruppo londinese Ultima Thule) e poi stampato in Italia (solo la facciata IRI) da Wide.Nel frattempo Ludus insieme al batterista Walter (oggi Daddy Wally) gettarono le basi di quello che fu il primo gruppo reggae interetnico fiorentino: i Village Criers e senza esagerazione si può dire che anticiparono di qualche anno l'esplosione internazionale della world music.In quello stesso periodo Stefano non solo cominciò a partecipare sempre più frequentemente alle session e ai concerti live dei Village Criers (affiancando i vari cantanti del gruppo, fra i quali Louis Buenaventure Hell del Camerun e l'algerino Smail Aissa Kouider), ma anche a fare l'mc improvvisando in italiano sulle basi dei 45 giamaicani dell'epoca.Gli eventi di quel periodo furono cruciali. A Firenze infatti molti di coloro che avevano partecipato all'esperienza del "granducato hardcore" (nome che i punk toscani facenti riferimento alla fanzine Nuove dal Fronte e - più tardi - al Victor Charlie di Pisa si erano assegnati) si "convertirono" al reggae.La posse Mama Africa (costituitasi nell'85) intensificò allora la sua opera di diffusione della black music e della reggae culture organizzando serate dancehall e una trasmissione radio che (pur avendo cambiato molte emittenti) è ancora oggi in onda ogni giovedì sera dalle frequenze di Nova Radio Firenze (101.5 Mhz).Nelle mitiche feste organizzate nella campagna di Poppiano, il Generale cominciò a improvvisare i suoi raggamuffin in italiano e a sfidare chi, come Capitan Kibi, cercava di fare altrettanto.Ludus Pinski - più o meno contemporaneamente alla realizzazione di "Non è un miragggio ..." realizzò anche il disco "Village Criers" insieme a Louis B. Hell e a Smail Aissa Kouider. Ancora una volta egli precorse i tempi, realizzando un progetto di collaborazione multietnica basato sul dub, sul rai e sulle musiche tradizionali africane. Se fosse stato realizzato alcuni anni dopo, un disco del genere sarebbe probabilmente stato apprezzato da un pubblico molto più vasto. Allora, però, fu immeritatamente ignorato.Quando anche la seconda formazione degli IRI si sciolse, il Generale cominciò a collaborare ancor più attivamente con Ludus e Walter finché i tre ex IRI dettero vita alla LUDUS DUB BAND insieme al bassista Luciano Nebbioli (rimpiazzato poco dopo da Alì Kafoon, già bassista dei Raw Power) e al tastierista Giovanni Longo.I concerti dell'epoca vedevano la partecipazione di due cantanti. Al ragga del Generale si alternava il rai di Smail Aissa Kouider. L'evento culminante dell'epoca fu il raduno organizzato nei pressi di Vicchio del Mugello. Lì la band si esibì per due giorni utilizzando un palco sospeso su un lago artificiale in due serate di sfrenata anarchia.Di li a poco un nuovo elemento si unì al gruppo: il chitarrista Beppe "Kote" Giacalone. L'ultimo arrivato si dimostrò uno degli elementi più dinamici dell'ensemble e, di lì a poco, divenne molto attivo su vari fronti. In particolare iniziò egli stesso a fare ragga (sia in italiano che in dialetto siciliano) e a condurre un programma di reggae, "Bombo Klatt", sull'emittente storica fiorentina "Controradio" (Mhz 93.6 per la zona di Firenze, Prato, Pistoia; 98.9 per Pisa, Lucca, Livorno)Il primo LP de "Il Generale & Ludus Pinski", Stupefacente, uscì nei primi anni novanta. L'intento degli autori fu quello di testimoniare la situazione vitale del reggae e raggamuffin fiorentino così come esso era emerso dalle varie esperienze ricordate sopra. Nella copertina i membri della band e una variegata crew furono immortalati nei panni di supereroi in azione contro le insidie del dottor Paranoid.Chi è questo dottor Paranoid? Beh, è il nemico di Mr. Easy; ed entrambi sono protagonisti di alcune canzoni del Generale ("Foglio di Via" e l'inedita "Mr. Easy contro il dottor Paranoid") e di un fumetto progettato dal Generale stesso e da Papa Leo di Mama Africa che, nonostante le migliori intenzioni, non fu mai realizzato. Paranoid è un po' quella che i rasta chiamano Babylon, qui ipostatizzata in un cattivo da fumetto.Per una congiuntura una volta tanto favorevole "Stupefacente" uscì proprio mentre il "fenomeno" posse attirò l'attenzione dei media e le "posse italiane" stavano acquistando una grande rilevanza nel panorama musicale italiano.Il Generale si distinse allora per i suoi testi ironici e spesso elaborati, nei quali erano soventemente lasciate aperte varie chiavi interpretative. Firenze rappresentò uno degli argomenti preferiti dei suoi testi, in accordo con l'esigenza, espressa in tanta black music ma anche nel punk, di parlare delle cose che davvero ti succedono e che fanno parte della realtà quotidiana.Lo "stile fiorentino" del Generale cercò così di incarnare l'amore/odio verso la città in cui viveva e vive; di alimentare certi ricordi (come quelli legati a piazza S. Marco o al cinema Universale) vissuti direttamente e condivisi da più generazioni; di condannare la mercificazione della città voluta da politici, commercianti e potenti vari; di comunicare nel linguaggi di strada di Firenze l'idea di quella che K.R.S. One ha definito edutainment.Proprio la concezione dell'edutainment portò il Generale e Giacalone a mandare avanti per diversi mesi un "notiziario" di commento raggamuffin sui fatti di cronaca. All'interno della trasmissione di Jaka a Controradio i due presentarono ogni settimana uno o più pezzi sulle basi dei 45 giamaicani in cui venivano commentate le cose più svariate: dai commenti amari su una Fiorentina che andava sempre peggio ("Marione Paperone ci hai fatto lo squadrone ma ...") a quelli sarcastici sul progetto del comune di costruire "marciapiedi mobili" nel tratto di strada che va da Piazza Duomo alla Stazione; dall'inefficienza delle amministrazioni in occasione delle alluvioni che colpirono gravemente Firenze e alcuni comuni limitrofi, all'arroganza e intolleranza dei commercianti del centro nei confronti dei venditori ambulanti senegalesi.Molte della canzoni create per "Bombo Klatt" sono poi diventate pezzi della successiva produzione del Generale con Jaka ("Raggasoldati", "Dancehall") o da solo ("Soldi per Boboli", "Come mai quando fuori piove", "Ordinanza Comunale").Dopo una serie di mix ("Pupilla/Dondola" dell'accoppiata Generale e Tax -chitarrista dei Negazione e pertanto altro grande esponente della stagione magica dell'hc punx italiano- e "Della parola armati" del Generale e Jaka) e la partecipazione al brano "Lega la lega" della Torino Posse, nel 1993 Il Generale e la Ludus Dub Band prepararono il secondo album, "Guarda la Luna e non il Dito", con la produzione di Madaski.Il disco fu controverso per diversi motivi. In primo luogo per la scelta di accettare che la Wide fosse affiancata da una major - la RTI - nella produzione esecutiva del disco.Il gruppo non risentì ad ogni modo tanto delle polemiche esterne (l'idea di aver fatto un disco facendosi pagare in pratica da Berlusconi sapeva tanto di Great rock'n'roll Swindle), quanto di quelle interne. L'aver fatto sto cazzo di disco con l'RTI contò eccome da quel punto di vista, ma non perché la RTI fosse peggio delle altre grosse label, ma perché - in generale - il confronto con il business musicale portò a una diffusa degenerazione dei rapporti entro un ambiente musicale che aveva dato l'impressione di essere unito.Così, mentre le major stavano impadronendosi del mercato e molti gruppi si trovarono di fronte alla scelta fra professionismo o estinzione, la Ludus Dub Band entrò in una fase suicida.Dopo una serie di cambiamenti (l'entrata del chitarrista Marco Cesare, ex Juggernaut e IRI e del bassista Ken Thai, ex Cool Rebels), falcidiato da dissidi interni, dalla perdita della sala prove e dall'insuperabile contraddizione fra "è giusto essere pagati per suonare" e "non si può suonare solo per i soldi", il gruppo prese la decisione di sciogliersi.Considerandosi in qualche modo un po' tutti degli "esploratori" nel ghetto globale i vari membri della Ludus Dub Band andarono ognuno per la sua strada. Dei membri della prima formazione Ali Kafoon fu il primo ad andarsene continuando a suonare con i Raw Power; Daddy Wally portò avanti Mama Africa (della quale era uno dei fondatori) e continuò a suonare la batteria per band come Bomba Bomba e Red Dread; Ludus si dedicò insieme a Ranieri Cerelli al progetto Chi dando corpo a esplorazioni musicali a 360° in cui andavano a fondersi elettronica e sonorità etniche; il Generale appese il microfono al filo scottato, se non nauseato, dal confronto ormai perso con il music business; Jaka continuò a fare le sue trasmissioni radio e le sue serate dancehall nelle quali, sotto il nome Firenze Massive Sound System, si alternavano comunemente mc di grande prestigio come Ice Mc, Teacher Mike, i cantanti di Bomba Bomba e Ragga Riddim, ecc...Attorno al '95 Jaka mise assieme Daddy Wally alla batteria, il chitarrista dei Bomba Bomba Irie V al basso, Alessandro Zarrilli alle tastiere e il rasta siciliano Jah Mento (autore di alcune autoproduzioni come la cassetta Jah Mento by open e il recente demo cd “Rasta I-volution”), dando vita al progetto Gicaru Clan. Jaka e Jah Mento furono uniti dal fatto di interpretare il reggae in dialetto siciliano.Per il Generale vedere suonare dal vivo i vecchi amici e non partecipare era inconcepibile. Così, dopo diversi mesi e un viaggio in Africa, fu presa una solenne decisione.La sezione ritmica dei Gicaru Clan insieme al redivivo Ludus Pinski fondarono la ONE DROP BAND che, per quel che risulta, è la prima band italiana che suona con la concezione delle backing band giamaicane.Com'è consuetudine in Giamaica, infatti, la One Drop Band, conosce e prova il repertorio di gran parte dei cantanti e degli mc locali che accompagna poi nelle esibizioni live.Attualmente il gruppo accompagna il Generale, Jaka, Jah Mento e Toni Moretto nel loro spettacolo live (in cui i quattro si alternano in sequenza) ma ha suonato anche con Kas, Teacher Mike oltre che con Sister Breeze e Anton Ellis durante i loro tour italiani.TONI, JAH MENTO, JAKA, IL GENERALE & la ONE DROP BAND è un progetto semplice anche se i tanti nomi possono creare qualche confusione. Si tratta di quattro cantanti e/o mc che suonano con la stessa backing band e che, per dare il più possibile nei loro concerti, presentano uno spettacolo live tutti insieme.Dovete pensare ai loro concerti come a quattro esperienze distinte che convergono in un unico show. I quattro cantanti hanno infatti stili e modalità espressive diverse ma lo spettacolo è un'unica esibizione di reggae music, vibrazioni positive e comunicazione diretta.Per chiamare con un solo nome il progetto potete chiamarlo HEARTCORE, tenendo però presente che si tratta semplicemente di un'etichetta che le varie parti componenti l'equipe hanno deciso di utilizzare in comune per le loro produzioni personali.La prima apparizione del marchio Heartcore avvenne nel cd "In Transito...Briciole del Generale":, terzo album dell'artista fiorentino, pubblicato nel 2000 da Rasta Snob Records. L'album in questione raccoglie una serie di brani scritti durante i sette anni trascorsi dal precedente “Guarda la Luna …”; brani che, secondo il Generale, rappresentano una sorta di hit parade dei pezzi da lui favoriti ma rimasti inediti nel corso degli anni.L'album spazia oltre il reggae in senso stretto avventurandosi in sonorità R&B, jungle e persino salsa (nell'autoironica “Sarà mica che ormai vedo gli –anta”) affidandosi alla perizia di Ludus Pinski e Irie V nelle vesti di produttori delle basi elettroniche del cd.Oltre al terzo album del Generale verso la fine degli anni novanta furono realizzati anche il 45 di Jaka "Ganja e the bancha" (prodotto da Irie V. e realizzato in Giamaica dai tipi di One Love), il pezzo del generale e Jah Mento "Girovago e Volo" (sulla compilation "Vota Reggae" prodotta da Rasta Snob), il mini-cd di Jaka “Memorabile” (prodotto da Piero Pelù), il brano di Jaka “Libera l'anima” sul cd curato dal DJ napoletano Miele.L'innovazione principale del nuovo millennio riguardò però l'entrata in pianta stabile nella One Drop Band del chitarrista Toni Moretto.Dal 1980 al 1985 Toni aveva fatto parte della primissima formazione della band veneziana Pitura Freska. All'epoca il gruppo non aveva ancora inciso dischi, ma già suonava nelle scuole, nei locali e nelle piazzette di Venezia e dintorni brani destinati a diventare famosi (alcuni anni più tardi, quando ormai della formazione originaria erano rimasti soltanto Skardy e, per un certo periodo, il bassista Chuke)Nell'83 Toni lasciò la vita di città per trasferirsi in montagna, presso le comuni dell'Acquacheta nell'Appennino Tosco-Romagnolo. Per un certo periodo continuò a tornare in Veneto per i concerti dei Pitura, ma nell'85 decise di abbandonare la band per motivi di distanza.Fra l'87 e l'88 raggruppò alcuni musicisti romagnoli, esibendosi in alcuni concerti nel forlivese: Trasferitosi quindi in provincia di Firenze, dopo 4-5 anni di vicissitudini e vita di campagna, si affacciò nel circuito reggae fiorentino, formando i Bangarang, gruppo con il quale produsse alcuni demo contenenti canzoni proprie e cover di Marley.Nel 2000, come detto, si aggregò alla One Drop come chitarrista e di li a poco trovò anch'egli spazio per presentare il proprio repertorio nelle vesti di cantante.Dall'incontro con il Generale scaturì il brano “Angoli dove il sole” che apparve nel 2001 sulla compilation “Combo” curata dall'etichetta romana Gramigna.La realizzazione di quel brano fu da stimolo per una collaborazione più ampia che sfociò nel progetto di un album co-intestato a il Generale e Toni (Moretto) prodotto ancora una volta da Irie V e Ludus Pinski.L'album in questione dal titolo “più che mai” ha preso gradualmente forma nel corso del 2002 ed è uscito ufficialmente con il marchio Heartcore il 10 marzo 2003. Esso contiene alcuni brani vecchi e nuovi del repertorio di Toni (sia in italiano che in dialetto veneziano), alcune combination fra Toni e il Generale e numerosi brani nuovi del Generale stesso, alcuni dei quali in combination con una variegata serie di artisti che hanno in comune il fatto di vivere attualmente a Firenze e dintorni (da cui il sottotitolo: “reggae multiforme da Firenze crocevia”).Fra gli artisti presenti sull'album, oltre ai soliti Jaka, Miss Linda e Sabina, il rapper dell'old school new yorkese Donald D, il rapper di Dakar Young G, Smail Aissa Kouider, la cantante del gruppo Michelangelo Buonarroti Sister E e la nuova leva del raggamuffin fiorentino i'Cerchioni.
In contemporanea con il nuovo album il Generale ha anche realizzato il singolo “più che mai Viola” dedicato alla squadra del suo cuore e al rapporto fra la squadra e la città di Firenze dopo gli eventi che portarono alla retrocessione d'ufficio in serie C2 della Fiorentina. Nel corso degli ultimi anni il Generale ha inoltre collaborato con i Michelangelo Buonarroti (nel brano “Dentro la mia casa” presente sul loro album “In sogno”), con la Zu Luciano Band (insieme a Jaka nel brano “Roots Siciliano”), con i'Cerchioni (nella combination “Non basta mai” sulla compilation Rasta Boom edita da Rasta Snob e Cucca Raccha), con il Jaka (nel pezzo “La vita è preziosa” su “Love to the People”) e con El V di El V & the Gardenhouse nel brano “Un Cafesito Mami” (incluso nella raccolta dall'omonimo titolo di cui si parla più avanti).
***
Riprendiamo questa storia a tre anni di distanza dall'uscita di “Più Che Mai”. Uno fra gli eventi principali di questo periodo è stata la “separazione” fra Jaka e la One Drop Band. A seguito dell'uscita del suo album solista, Jaka ha infatti chiuso la sua collaborazione con la One Drop Band, continuando la propria carriera lungo le strade che i frequentatori di questo sito già conoscono. Non entreremo nel merito di quello che è successo (troppi galli nel pollaio? Divergenze? Necessità diverse?), fatto sta che con la dipartita di Jaka e il ritorno di Jah Mento in Sicilia, si è venuto a (ri)creare un clima favorevole alla creatività all'interno della One Drop Band. Mentre prima si parlava di una backing band per quattro cantanti, negli ultimi anni siamo tornati ad avere una band con due cantanti. Vale a dire: un gruppo che lavora di comune accordo e che compone i propri brani soprattutto in cantina alle prove. Il risultato di questo cambiamento sono i brani che faranno parte di CAFE' REVOLUCION, l'album che esce ufficialmente ad inizio maggio 2007 a nome IL GENERALE, TONI & ONE DROP BAND. La caratteristica principale di questo nuovo lavoro è il fatto di essere completamente suonato, senza ricorso al computer.
Finalmente un album che rende giustizia alla capacità di una delle migliori band reggae italiane e che suona in maniera eccellente grazie alla partecipazione di vari musicisti ospiti (il chitarrista DON PIERO, la violinista CC MONKI, il sassofonista BOSKETTO, il trombettista RUBEN CALIANDRO e le coriste LINDA MARCHIANI, SISTER E e MARGHERITA MORETTO).
Dal disco sono stati invece escluse le combination (come quella con Malatesta) che saranno utilizzate in futuro. Le ragioni di questa scelta stanno proprio nell'esigenza di voler mettere anzitutto in risalto quello che è il sound della band.
I brani dell'album (oltre a tre inediti) sono stati registrati ai Ciretnek Studios nell'agosto 2006. Da allora Ludus Pinski ha preso in consegna le tracce, trasportandole nel Ludus Lab e mettendo a punto le versioni che compaiono su “Café Revolucion”.
A parte il nuovo disco va annotata anche la compilation “Un Cafesito Mami”, curata dal bolognese El V insieme al Generale e completamente auto-finanziata. Una raccolta che mette insieme 18 band reggae e hip hop italiane, più i sudafricani TIDAL WAVES e i messicani BAKTE e che si pone il duplice obiettivo di a) raccogliere fondi da inviare alla popolazioni indigene del Chiapas e b) reclamizzare il CAFE' REBELDE ZAPATISTA che è distribuito in Italia attraverso i canali di YA BASTA ( www.yabasta.it ). Tenete de'occhio le news per sapere di più su questo CD e sul progetto che lo accompagna
*
E' ancora in occasione di un nuovo album che, a distanza ancora una volta di più di due anni, torniamo ad aggiornare questa lunga storia. Si tratta di “Mille Modi” , disco autoprodotto uscito nel giugno del 2009 e sul quale si farà ritorno più avanti. Ma andiamo per gradi.
“Café Revolucion” ottenne un discreto riscontro e l'estate 2007 fu contrassegnata da un buon numero di date in giro per l'Italia e da alcuni problemi. Il principale di questi fu il ko del bassista Irie V che fu sostituito per un periodo da ALBE DUB, già bassista della DubWise Band. Con il ritorno di Irie V, per un breve periodo, a cavallo fra il 2007 e il 2008, la One Drop provò anche a sperimentare una formula che prevedeva il ritorno di Irie V alla chitarra e l'innesto fisso di Albe Dub al basso, ma l'esperimento non decollò.
Accanto all'esperienza con la One Drop intanto il Generale andava sviluppando il progetto dancehall poi chiamato “Veterano Vibrante” insieme a EL V e alle due voci femminili dei bolognesi Gardenhouse: la FRANCI e LA V. Nato per promuovere la compilation “Un Cafesito Mami”, il progetto “Veterano Vibrante” si è sviluppato in una proposta musicale destinata alle situazioni dancehall che ha coinvolto anche vari selecter (Pier Tosi, Dottor Taffy … ) oltre a cantanti e mc (MarkOne, il Cerchioni, Phrome … ) pronti a spalleggiare il Generale e El V.
Durante il 2008 il Generale ha quindi avviato una serie di collaborazioni con produttori, musicisti e cantanti sparsi sul territorio nazionale, sviluppando con ciascuno di essi una o più idee musicali. Il risultato di queste collaborazioni è proprio l'album “mille modi” che, sin dal nome, rimanda all'idea di tanti modi possibili di interpretare la musica in levare. Nell'album compaiono così non solo collaborazioni con Ludus Pinski e Irie V e combination con El V e il Cerchioni, ma anche brani prodotti dai produttori fiorentini PRINCE VIBE e FEDE K9, dal ligure ROBY GABRIELLI, da MARKONE e MATTEO MAGNI della pistoiese Cucca Racha, dal trapanese JAH MENTO, oltre a riddim firmati dal ferrarese DJ AFGHAN insieme ai bolognese AMSTERDAM STREET KNOWLEDGE e dai milanesi FRANZISKA. Fra i musicisti che hanno collaborato al Cd vanno poi annoverati, oltre ai membri della One Drop, le cantanti LAURA VICINI e QUEEN MARY, il chitarrista PAOLO AMULFI, il sassofonista BOSKETTO.
La collaborazione è proprio il concetto di base di “Mille Modi”, album che non solo nasce grazie al libero coinvolgimento di molti amici, ma che viene finanziato dal basso attraverso una sorta di azionariato popolare o, in altre parole, grazie al contributo di oltre centocinquanta amici e conoscenti che, acquistando in anticipo una copia del CD, di fatto ne diventano i produttori esecutivi rendendone possibile l'effettiva realizzazione.
Sul cd compare anche la traccia live di “All'Universale”, brano uscito nel 1993 su “Guarda la luna e non il dito” e che proprio nella versione registrata dal vivo al CPA Firenze Sud nel gennaio 2008 accompagna i titoli di coda del film “Cinema Universale d'Essai” di FEDERICO MICALI. Di quel film, che a Firenze ottiene un successo strepitoso ripercorrendo la storia della mitica sala cinematografica di via Pisana, il Generale cura fra l'altro l'intera colonna sonora che raccoglie brani dei gruppi dell'underground fiorentino apparsi fra gli anni '60 e l'89, data di chiusura dell'Universale. In un concerto alla Flog nel gennaio 2009 il Generale e la One Drop celebrano il film con il regista e MATTEO POGGI, autore del libro “Breve Storia del Cinema Universale” che stappano bocce di spumante sul palco a fine concerto.
La lavorazione dell'album “Mille Modi” avvicina il Generale anche al mondo dei riddim. Sull'album ce ne sono diversi e presto saranno disponibili le versioni del Generale di nuovi riddim quali il “Footstep” (musica dei Franziska, produzione JAMSTONE SOUND) o il “Suffer” realizzato dai Quartiere Coffee.
Presto saranno disponibili anche due nuove collaborazioni del Generale: quella con gli ULTIMA FASE di Rovigo (il brano “Evasione” che apparirà sul loro album “Cosa vuoi che sia”) e quella con Jaka, Ciscoman e Sister E di nome “Prendere o lasciare” (di prossima uscita su una nuova compilation curata da Rasta Snob).
Sarà presto disponibile anche un DVD dal titolo “Mille modi il dvd: 1989 – 2009, venti anni di stile fiorentino”. Questo documento sarà stampato in tiratura limitata e la grande maggioranza delle copie andranno a coloro che hanno sostenuto il progetto del cd “mille modi”. Si tratta di un supporto multimediale che raccoglie una lunga intervista al Generale, spezzoni di video, clip, archivi contententi foto, flyers e rassegne stampa. Curato dai Magazzini Musicali di Bologna sotto la supervisione del Generale, il DVD si propone di celebrare i venti anni dall'uscita del 45 giri “Non è un miraggio (Roberto Baggio)/San Marco Skanking” fornendo essenzialmente dei contributi storici e documentativi. Gran parte del materiale raccolto è decisamente low fi come qualità, ma lo scopo del DVD non è tanto quello di promuovere quanto quello di fornire delle testimonianze. Di fatto lo scopo del DVD è quello di testimoniare come venti anni di storia personale vanno a intersecarsi con quella del reggae italiano.
L'idea del DVD nasce dalla stesura del capitolo/appendice sulle origini del reggae in Italia scritto per “Paperback Reggae”, saggio edito dalla casa editrice Olimpia e scritto a due mani da Pier Tosi e dal Generale sotto il suo vero nome (Stefano Bettini). Un manuale sulla storia della musica giamaicana che ricostruisce i percorsi della musica in levare dalle sue origini fino al bashment del terzo millennio.
Nel frattempo Toni Moretto sta anche lui lavorando alla realizzazione di un nuovo album e, parallelamente alla One Drop Band, va sviluppando un progetto acustico chiamato TONI ACUSTICI. Ludus Pinski da parte sua, al di fuori della One Drop Band, porta avanti un progetto elettronico insieme a Alexander Robotnik sotto la sigla Italcimenti. Per saperne di più: http://www.myspace.com/luduspinski .
Resta solo da dire che anche per l'estate 2009 la One Drop è in tour con il suo show. Il concerto live de il Generale, Toni & One Drop Band rimane la migliore occasione per percepire direttamente il calore e le buone vibrazioni del reggae fiorentino. Grazie alla One Drop Band, sono garantite oltre due ore di ottima musica per il corpo e per la mente. Don't miss it! |